martedì 5 novembre 2013

Raduno ukulele del 13 e 14 luglio 2013

Lo so, è passato diverso tempo da questo raduno. Ci ho messo molto tempo a scrivere questo post perché non volevo scrivere la solita cronaca di come sono stati questi due giorni, ma qualcosa di diverso. Mi sarebbe piaciuto trovare il modo di parlarne da due punti di vista: quello dell’appassionato che è presente all’evento e quello dell’appassionato disabile che è presente all’evento. In modo da poter far capire anche ad altri disabili di che si tratta, quanto è accessibile per noi disabili e se partecipare a questo evento ne vale la pena. Io personalmente sono tre anni di seguito che partecipo a questo evento a Caldogno, ogni anno con un nome diverso ma sostanzialmente ogni anno la stessa cosa (nel senso organizzato dalle stesse persone e con un’impronta ben precisa e simile ogni anno che rende questo evento unico, particolare, bello).
Beh, intanto voglio iniziare a parlare di questi due giorni da un punto di vista del semplice appassionato. Sono stati due giorni intensi, anche se obiettivamente con meno eventi rispetto agli anni scorsi, con cose molto interessanti e divertenti. Per me il bello principale di questo evento è sempre lo stesso: trovare o ritrovare persone appassionate, amici, con cui passare due giorni strimpellando in compagnia ed allegria. Poi viene tutto il resto, che si potrebbe definire come la ciliegina sulla torta. Il 13 ho partecipato al workshop con Ukulollo, che oltre ad essere un ottimo musicista è anche un ottimo insegnante, e nonostante il caldo assassino dentro alla villa… è stato molto interessante e costruttivo. Alla sera è piovuto a dirotto purtroppo, ma il concerto con Enrico Farnedi e Blue Dean Carcione non ha deluso le aspettative. Più tutti gli altri che si sono esibiti prima di loro, che sono stati davvero bravissimi! Poi non è mancata la lotteria serale, evento che c’è tutti gli anni e che secondo me non può mancare in un evento del genere. Quest’anno io personalmente non ho vinto nulla, ma è stato meglio così altrimenti rischiavo di essere mandata via a calci… :-P J Del sabato ho tralasciato un evento di cui preferisco parlare nella seconda parte di questo articolo, quando parlerò dal punto di vista di un disabile. La domenica mattina è stata un’avventura per me, due ore in auto a cercare la sede del Mercatino dell’ukulele…. Ci passavo davanti e non lo vedevo…. Ma alla fine siamo riusciti ad arrivare anche lì! Che dire… il paradiso per ogni appassionato! Avrei semplicemente messo le tende lì e ora sarei ancora lì se avessi potuto. :-D E’ qualcosa di particolare entrare in quel posto… come se fosse il tempio sacro dell’ukulele, un’emozione fortissima vedere tutti quegli ukulele bellissimi! Sia dal punto di vista estetico che del suono. Io personalmente mi sono innamorata perdutamente dell’Ohana Vita Resofonico… Ma questa è un’altra storia. Dopo una mattina passata in paradiso, siamo andati a pranzo tutti insieme e poi ci sono stati i saluti dopo una suonata conclusiva. Veramente una bellissima esperienza. Ho l’impressione che potrei scrivere fiumi di parole ma l’unico modo per rendere veramente l’idea è semplicemente viverla in prima persona.

Ed ora passiamo ai particolari vissuti come disabile. Io personalmente ho trovato un albergo accessibilissimo per disabili su sedia a rotelle, con personale molto gentile e disponibilissimo a venire incontro alle varie esigenze, in poche parole mi ci sento come fossi a casa. Non a Caldogno, ma in un paese vicino. A Caldogno non si trovano alberghi per disabili ma nelle vicinanze sì. Per quanto riguarda il raduno in sé, sono tre anni che viene fatto alla Villa di Caldogno. Ovviamente per entrare ci sono i gradini, ma ai lati hanno fatto una specie di scivolo (nato con la costruzione della villa, quindi che ha un valore puramente estetico). E’ uno scivolo molto ripido ma con l’aiuto di baldi giovani si riesce a fare anche questo. Cosa direi fondamentale per riuscire ad entrare in villa e poter partecipare ai vari workshop. Altro neo del parco della villa è la molta ghiaia che fa piantare un po’ le ruote della sedia a rotelle. Poi, quest’anno, il sabato sono salita sul palco, ma questo è stato possibile solo grazie alla gentilezza e disponibilità dei baldi giovani presenti che hanno aiutato facendomi salire sul palco e poi fatto scendere di peso dal palco. Quindi, per quanto riguarda l’evento, vi direi che non è molto accessibile se non fosse che… lo diventa grazie alla volontà degli organizzatori e delle persone che partecipano, tutte molto disponibili e pronte a dare una mano. Ma questo non mi stupisce, lo spirito di chi ama l’ukulele non può che essere così: disponibile e pronto ad aiutare chi ha bisogno. Quindi, in poche parole, lo consiglio a tutti i disabili appassionati di ukulele che vogliono provare un’esperienza del genere. Non c’è nessun problema di sorta, si fa presto a fare amicizia, e con persone straordinarie.

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