martedì 23 ottobre 2012

Recensione ukulelosa del EP Appunti di viaggio - di El Pancho & Los Dorados Band


La recensione che scrivo oggi è su un EP, il primo, di Daniele Bianchini in arte El Pancho e della sua band chiamata El Pancho & Los Dorados Band. Questo artista, perchè di ciò si tratta, dice di sé: "La mia voce non ha delle estensioni vocali esagerate, diciamo che non sono un tecnico del canto. Mi ritengo uno che racconta dei pezzi di vita, accompagnandosi con l'ukulele". Dopo aver ascoltato più volte il suo lavoro, ritengo che ci sia molto di più di questo. In tutto. Compreso la voce che la ritengo, questo  è un mio parere personale, un mix di quella di Ligabue e quella di Vasco Rossi. L'EP in questione si intitola "Appunti di viaggio" e secondo me non poteva esserci titolo più azzeccato. I brani sono 5, di cui 3 cantati e due "solo" strumentali. Ogni brano ha una sua caratteristica, ma in generale devo dire che ascoltarli mi ha fatto proprio venire voglia di mettermi materialmente in viaggio. Nella raccolta oltre all'ukulele, come strumenti, vi sono anche basso, chitarra e armonica. All'interno vi è un insieme di brani diversi: folk, acustici, ecc...  Per esempio "Vite sospese" è un brano a mio avviso molto poetico che racconta di quanto sia importante per gli artisti essere apprezzati dal pubblico, senza il quale non esisterebbero. "Nu1702", il terzo brano della raccolta, è un brano strumentale, acustico molto particolare. Ascoltandolo con gli occhi chiusi mi ha dato proprio l'impressione di fare un viaggio, ma non un viaggio qualunque, nello spazio. In un'astronave, sulla Luna, su Marte, ecc... un viaggio nello spazio senza confini, da una parte all'altra. "Senza lasciarmi andare" ha, per me, un qualcosa che per certi versi mi ricorda alcune sonorità country. Ha un testo molto bello, oltre alle sonorità che mi piacciono molto, che racconta di come vuole insegnare ad una persona a camminare per il mondo con le proprie gambe però rimanendo sempre al suo fianco. Sia per aiutar questa persona nei momenti di bisogno, sia perchè comunque non potrebbe non stargli vicino. La trovo una canzone molto dolce, che può essere riferita ad una persona amata come ad un figlio o figlia che inizia ad affrontare il mondo. L'ultima canzone nella raccolta si chiama "Quintana Roo", è "solo" strumentale e anche questa l'ho ascoltata con gli occhi chiusi. E ci ho sentito tutta la speranza che si ha all'inizio di un viaggio, quando si parte. Ma anche l'allegria con cui si potrebbe fare un viaggio verso le proprie vacanze. Poi mi ha fatto venir voglia di spazi immensi, infiniti in cui correre, essere liberi di fare tutto quello che si ha voglia di fare senza pensarci o preoccuparsi di chi si ha intorno e mi ha fatto quasi sentire la soddisfazione che si prova dopo aver fatto una cosa del genere.  Ho lasciato alla fine di questa mia recensione il primo brano della raccolta "Viva Messico". E non l'ho fatto a caso. Per me è la più bella di tutta la raccolta. E' una canzone secondo me con un testo molto profondo, in cui parla di speranza, unione tra i popoli, paura della morte e del sogno che magari domani sarà il giorno in cui ci potremo stringere forte e lottare insieme per poter ottenere un mondo migliore. Questa canzone ha sonorità che mi hanno ricordato quelle latino americane e uno dei pregi che gli do è il fatto che mi ha fatto (scusate il gioco di parole) venire voglia di trovarmi in Messico, seduta sul bordo di una strada di campagna, in compagnia di amici a suonare tutti insieme l'ukulele. E questo per me è un pregio considerato che non ho mai avuto il desiderio in particolare di andare in Messico.
Avendo parlato di tutto il cd, brano per brano, concludo dicendo che secondo me è una gran bella raccolta che consiglio a tutti e consiglio di tenerla in auto. Perchè viaggiare con queste canzoni come colonna sonora dei vostri viaggi vi farà apprezzare ancora di più il trovarvi in viaggio. Per chi volesse scaricarsi la raccolta, lo può fare gratuitamente a questo link: http://archive.org/download/AppuntiDiViaggioEPPR14/PanchoEPPR14.zip
E qui sotto potete vedere la foto della copertina del EP.

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RETRO:
 
 


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