sabato 30 giugno 2012

Intervista ukulelosa a Carlo De Toma

1.    Come descriveresti il tuo background musicale?


      Come il famoso gruppo americano: Blood, Sweat & Tears ( sangue, sudore e lacrime) no scherzo, cioè scherzo fino ad un certo punto, perchè ho praticamente fatto tutto da solo negli anni in quanto nato in una famiglia dove il "tuo compito è studiare" la musica era considerata un perditempo. I primi strumenti li ho comprati racimolando anche gli spiccioli della paghetta settimanale.  Comunque prediligo il Jazz, in particolare quello classico ( New Orleans, Swing, ecc)


2.    Qual è il tuo approccio globale alla musica in generale?

      OPEN MIND! Se mi dici un nome vado subito a documentarmi anche se spessissimo resto deluso, infatti un musicista che suona con me esasperato dalle mie continue critiche mi ha chiesto di fargli alcuni nomi di artisti che mi piacciono. Ci ho pensato un po' su e ho fatto alcuni nomi e lui di rimando mi ha risposto: " Ma sono tutti morti !" Probabilmente prima era tutto migliore come il cibo, l'aria e il sesso! Ha ragione Woodie Allen prima che se ne andasse un po' di testa!

   
3.    Da quanti anni suoni l’ukulele?

       Forse dal 2005, ma ho iniziato col banjo ukulele, perchè fui contattato sul web da un amico bravissimo che suonava tre differenti tipi di banjo ( tenore, plectrum e five string) e formammo una banjo band. Io suonavo solo  il Tenore e il banjo chitarra, pertanto per non essere " da meno" imparai il banjo ukulele.  Politicamente era il tempo della par condicio!



4.    Come hai conosciuto l’ukulele? Chi o cosa ti ha spinto ad iniziare a suonarlo?

       Come chitarrista negli anni ho cercato di avvicinarmi a questo strumento ma ogni volta che ne provavo uno, toglievo repentinamente le dita dalla tastiera come se avessi preso la corrente elettrica. Ritenevo i tasti come la notte delle gemelle Kesler: piccoli per me, troppo piccolini! ( Peccato che nella intervista non si possa ascoltare la mia risata!)



5.    Quando hai acquistato il tuo primo ukulele, come hai iniziato a capire come si suona? Dove ti sei orientato per imparare a suonarlo? Internet, libri, dvd… o altro?

      Quando abbiamo formato I Timeless Banjos: ho ordinato da Elderly a Louisville in USA un banjolele della GoldenTone Deluxe con hardware dorato € 650 circa in contanti. Sempre da solo partendo dalla decennale esperienza di banjo e chitarra, sapendo però che in mano avevo uno strumento con costruzione, voce, storia e cultura proprie. Altrimenti avrei continuato a suonare la chitarra che facevo una meglio figura ( traduzione dal barese). Io vivo nel sistema solare, su Terra, Mondo, Europa, Italia, Bari, via Giovanni Amendola, 105, sesto piano interno 11, pertanto ho usato quello che potevo: computer, esperienza musicale, foto, video, dischi. Pensa che in quegli anni, anche se parliamo di meno di dieci anni fa, pochi sapevano che cosa fosse l'ukulele, infatti all'improvviso diventai il miglior suonatore di ukulele Jazz della Puglia, solo perchè ero ...l'unico! Infatti su You tube c'è un mio video in cui suono col banjolele  Darktown Strutters Ball, registrato con uno dei primi telefonini sul mercato che dovrebbe aver già superato le 40.000 visioni. Prova ora a mettere un video se raggiungi 360 visioni ti è andata bene!

6.    Che genere di musica preferisci suonare con l’ukuele? Qual è la tua taglia preferita di ukulele (sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele…)?

       Cerco sempre di suonare la mia musica preferita , il Jazz  in particolare quello tradizionale perchè essendo un musicista ritmico prediligo oltre l'accompagnamento, anche i soli a blocchi di accordi. Oltre al mio banjo ukulele, uso l'ukulele soprano come nel mio cd perchè la cassa piccola lo fa suonare bene ritmicamente ed è percussivo al punto giusto, infatti proprio per questo ebbe grande diffusione nell'America degli anni '20. Spesso dal vivo uso il tenore ma solo perchè è amplificato e non mi crea problemi sul palco. Tempo fa volevo dedicarmi al baritono che in USA chiamano "bari" e quindi essendo barese doc sarebbe stata "la morte sua" ( altra traduzione dal barese).


7.    Tu che hai sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potresti descrivermi la differenza secondo te?

       Dipende: se sei un musicista maturo e consapevole sei tu a scegliere lo strumento, altrimenti sarà lui a scegliere te. ( Bella questa cosa non so come mi è venuta!)



8.    Quale taglia di ukulele consigli a chi deve iniziare?

       Dovrei rispondere tra il soprano e il concert, ma in definitiva dipende dalla propria sensibilità, pertanto all'inizio si deve procedere per tentativi ed anche per gioco (play)cercando di divertirsi.



9.    Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca raccomanderesti a chi è alle prime armi e quale a coloro che vogliono uno strumento valido per suonare seriamente, facendo serate dal vivo?

       Spesso dipende purtroppo dal costo, ma tra le marche più affidabili senz'altro qualche hawaiiano di tradizione decennale e una marca giapponese (tanto iniziano tutte due con la K). Martin e qualche Gibson per i vintage, ma attenzione che  gli strumenti d'epoca fatto salvo il fascino, possono creare problemi, pertanto una cosa è tenerlo in vetrina e una cosa suonarlo! Per quelli di fascia economica sono tutti uguali: fanno tutti schifo! Pertanto avendone  la capacità, bisognerebbe provare più strumenti anche uguali, perchè sono fatti in serie con l'unico scopo di venderne il più possibile con costi di produzione  i più bassi possibili.


10.  Quali sono i parametri (tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc…) che l’ukulele deve avere per essere considerato buono? A quali caratteristiche guardi tu maggiormente?

       L'ukulele in quanto strumento non differisce nei parametri costruttivi da tutti gli altri strumenti, ogni componente ha  la sua importanza, ma questo i costruttori e i liutai lo sanno benissimo, figurati! Per quanto riguarda le corde fanno parte di una catena:  un ottimo strumento con corde non di qualità perderà senz'altro qualcosa e viceversa. In una catena musicale comunque tutta la catena si adegua all'anello di minore qualità, come nel caso dell’alta fedeltà o delle automobili.



11.  Abbiamo assistito, in questi ultimi anni, ad una diffusione crescente dell’ukulele in Italia e nel mondo: secondo te, a che cosa si deve questo boom? 

       Prevalentemente businness! Prima dei Beatles le chitarre erano meno richieste di altri strumenti e pertanto erano fatte con coscienza e professionalità; dopo in seguito alla sempre crescente richiesta di mercato il tutto si è progressivamente abbassato. Di  recente le ditte che regolano e influenzano il mercato si sono "buttate" sull'ukulele per cercare di coprire e colpire un differente target.  Una volta saturato il mercato diminuiranno  le sollecitazioni commerciali e probabilmente l’ukulele tornerà nel suo limbo musicale. E' già successo negli anni '20 con Tin Pan Alley, e risuccesso negli anni '50 con Maccaferri, la televisione americana,  Elvis Presley. La passione per l'ukulele è come le onde dell'Oceano Pacifico ( questo l'ho già scritto in un mio articolo sulla storia dell'ukulele nel Jazz).



12.  Che consiglio ti senti di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque è alle prime armi?

      Non vedere "Amici" o " X Factory"! Dentro di te hai tutto quello che ti serve, impara ad amare ogni cosa che fai e fai una cosa solo se la ami! ( Se continuo così mi commuovo!)



13.  Siamo arrivati alla fine dell’intervista, ti ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Vuoi chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?

           Per quanto riguardo te: ti ringrazio e continua con questa tua passione che sento
          sincera! Per quanto riguarda gli appassionati dico: " Ma non avevate niente di meglio da fare
          che leggere questa intervista"!

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