sabato 12 maggio 2012

Intervista a Yan Yalego

1.       Can you tell us something about your musical background?/ Come descriveresti il tuo background musicale?

I started playing classical clarinet as a kid, and later switched to tenor saxophone. I used to play saxophone with several rock bands in the late eighties, then stopped. Besides I started playing the guitar around the age of 15, and because I was technically unable to play anything else I got involved in the punk rock thing and played in numerous underground rock bands during ten years. I started getting interested in acoustic music in the early 90’s, moving from blues-rock towards rural old blues after having discovered all the folkblues recordings from the sixties.

Ho iniziato a suonare il clarinetto classico da bambino, poi sono passato al sassofono tenore. Lo suonavo in varie rock band alla fine degli anni ’80, poi ho smesso. Inoltre ho iniziato a suonare la chitarra elettrica più o meno all’età di 15 anni, e siccome ero tecnicamente incapace di suonare qualsiasi altro strumento, ho preso parte allo scenario punk rock e ho suonato in numerose rock band underground per una decina d’anni. Ho iniziato a interessarmi di musica acustica nei primi anni ’90, spaziando dal blues-rock al rural old blues dopo aver scoperto tutto il folk-blues registrato dagli anni ’60 in avanti.

2.       What’s your favourite music? Do you listen to everything or do you prefer only some kind of music?/ Qual è il tuo approccio globale alla musica in generale?

I’m afraid I’m going to forget a few things but I mainly listen to:

Folk music in general: Asian (Japanese and Mongolian mainly), African, Indian, Irish and North American too obviously, black and white folk music.

New Orleans Jazz, and talking about jazz, free and/or experimental forms (like John Zorn, Fred Frith...)

Renaissance and medieval music from time to time

I usually don’t listen to any ukulele music except Cliff Edwards ;-) I never listen to the radio, neither to any Pop or Rock band, even the old ones. This doesn’t mean that I don’t like those things, I just don’t care…

I think I’m pretty sensitive to every kind of music when it’s played by one or a very few people, I don’t like the “Band effect”, I don’t like the jazz Big bands, I hate the big classical orchestras, I like when you can hear the people breathe while they play. That’s why I like the ukulele probably…

Mi scuso se dovessi omettere qualcosa, principalmente ascolto:

-          Musica folk in generale: asiatica (soprattutto giapponese e mongola), africana, indiana, irlandese e anche del Nord America ovvio, black folk e white folk;

-          Jazz di New Orleans e a proposito di jazz, forme libere e/o sperimentali (tipo John Zorn, Fred Frith…);

-          Talvolta musica rinascimentale e medievale;

Di solito non ascolto musica con ukulele eccetto Cliff Edwards;-) Non ascolto mai la radio e non seguo le pop o le rock band, neanche quelle vecchie. Questo non significa che non mi piacciano, semplicemente non mi interessano… Penso di essere abbastanza sensibile a tutti i  generi di musica se suonata da una o poche persone, non mi piacciono gli “effetti band”: detesto le grandi band jazz, odio le orchestre classiche, preferisco poter sentire il respiro delle persone mentre stanno suonando. E’ questo il motivo per cui mi piace l’ukulele probabilmente…

3.       How long did you play ukulele?/ Da quanti anni suoni l’ukulele?

I own a ukulele since the early nineties, but started playing seriously 6 years ago.

Posseggo un ukulele dalla fine degli anni ’90, tuttavia ho iniziato a suonarlo seriamente 6 anni fa.

4.       When did you start playing ukulele and why?/ Come hai conosciuto l’ukulele? Chi o cosa ti ha spinto ad iniziare a suonarlo?

I was looking for a small guitar to be able to play in the car, or to bring with me when backpacking, but couldn’t find one any at a reasonable price. Then I remembered that when I was a kid my aunt had brought me a coconut ukulele (I was 6 years old, and this actually was my first uke) from Tahiti and I decided to buy a decent one. This coconut ukulele had been lost for long time in the nineties and I ordered a Bruko in a music shop.

Stavo cercando una chitarra più piccola per poter suonare in macchina o portarla con me quando faccio escursionismo, tuttavia non ne trovai alcuna a prezzi ragionevoli. Poi ricordai di quando ero bambino, che mia zia mi portò un ukulele in cocco (avevo 6 anni, e quello probabilmente è stato il mio primo ukulele) da Tahiti quindi decisi di comprarne uno decente. Quest’ukulele in cocco è rimasto nel dimenticatoio per tutti gli anni ’90, poi ordinai un Bruko in un negozio di musica.

5.       When did you buy your first ukulele? How did you learn playing ukulele? Did you use internet, books, dvds…?/ Quando hai acquistato il tuo primo ukulele, come hai iniziato a capire come si suona?  Dove ti sei orientato per imparare a suonarlo? Internet, libri, dvd… o altro?

In 1992, and it stayed hanging on the wall for a while. At first it seemed to me that the sound was very poor, funny in a way but not very interesting, so I put it in my kitchen and used to play it only when I was cooking (this probably gave me later the idea of the Kitchen Parties). I was a guitar player at that time, so learning was not too difficult except for the right hand, which took me more than ten years to “master” (still poorly now). I bought a french book by Paul Beuscher from the sixties probably, that was the only one available at this time.

Nel 1992, e restò appeso al chiodo per un po’. All’inizio mi sembrò che avesse un suono molto povero, divertente da una parte ma non molto interessante, quindi lo misi in cucina per suonarlo soltanto mentre stavo cucinando (forse è questo che mi diede più tardi l’idea per i Kitchen Parties). Ero un chitarrista a quel tempo, quindi imparare non fu troppo difficile ad eccezione della mano destra, che mi tenne impegnato per più di 10 anni prima di padroneggiarla (ancora oggi con scarsi risultati). Comprai un libro francese di Paul Beuscher degli anni ’60 probabilmente, era l’unico disponibile a quei tempi.

6.       What kind of music do you like to play with your ukulele? Which size of ukulele do you prefer (sopranino, soprano, concert, tenore, baritone, banjolele…)?/ Che genere di musica preferisci suonare con l’ukuele? Qual è la tua taglia preferita di ukulele (sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele…)?

I don’t exactly know what I’m playing, I often “recompose” the songs I’m covering to a point that they’re not recognisable, switching from major to minor, changing the rhythm (and the uke is great for that), but most of the songs I cover are from the blues tradition, the white folk tradition, cajun, french creole and jazzy tunes from the thirties. I like the soprano and concert scales, I find the tenor scale interesting but I don’t like the sound of most of the tenor ukes. Before I started playing the guitar again (last year) I’ve played a lot of baritones and tenor banjos tuned like baritones, I liked it a lot but now my interest for baritones is gone, because I can grab a guitar if I need it. So nowadays I usually bring on a stage a guitar and a few sopranos (one regular, one tuned like a tahitian ukulele and a banjo).

Non so esattamente che cosa sto suonando, spesso “ricompongo” una canzone che sto analizzando al punto tale da renderla irriconoscibile, passando dalle scale maggiori alle minori, cambiando il ritmo (l’ukulele si presta molto a questo), ma la maggior parte delle canzoni che rifaccio provengono dalla tradizione blues, da quella del white folk, dal cajun, dal francese creolo e dai motivi jazz anni ’30. Mi piace la scala dei soprano e dei concert, trovo interessante quella dei tenore ma non apprezzo il suono della maggior parte di essi.

Prima di ricominciare a suonare la chitarra (l’anno scorso) ho suonato molti baritono e banjolele tenore, accordati come il baritono; mi sono piaciuti ma adesso ho perso l’interesse per i baritono, visto che posso impugnare una chitarra all’occorrenza. Attualmente quando salgo sul palcoscenico di solito mi porto una chitarra e qualche soprano: uno normale, uno accordato come l’ukulele tahitiano e un banjolele.


7.       You surely played a lot of types of ukulele. May you describe us the differences among them?/ Tu che hai sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potresti descrivermi la differenza secondo te?

For me there’s two categories: the ones you play on your sofa and the ones you play on stage. They’re different because you don’t expect  the same things in these two different situations. On stage I like to play loud ukes and banjos because you can hear yourself playing even if the sound system is awfull. At home, you want a sweet sounding instrument, almost the opposite from the stage instrument. When I have to play plugged (in bars, noisy places, outdoors) I use a banjo with a simple contact microphone, it sounds pretty good even through a bad PA. I don’t like the plugged ukes, but the banjo is fine for me. In a better configuration I use a powerful uke with an AKG lavalier pickup (not a piezo, a real pickup) it allows you to play “amplified” with a natural sound, and it’s easier than the microphone on a stand in front of you. At home I play mostly my paddlelele made by Joel Eckhaus, which is very sweet and mellow. Each time I used this one on stage it was a failure, too beautiful… ;-)

Anyway there’s plenty of different shapes, woods, sounds but a ukulele is just a ukulele and I also think that we (I and you) have to learn to do with what we’ve got, and not to spend too much time, and money on the quest of the absolute uke that doesn’t exist.

Per me ci sono due categorie: gli ukulele che suoni su un divano e quelli che suoni su un palcoscenico. Sono diversi perché non ti aspetti le stesse prestazioni nelle due differenti situazioni. Sul palco preferisco suonare ukulele “potenti” e banjolele, perché puoi sentire distintamente il loro suono anche in presenza di un’amplificazione non ottima. A casa desideri uno strumento dal suono dolce, praticamente l’opposto di quello da palco. Quando devo suonare amplificato (nei bar, in posti rumorosi, all’aperto…) uso un banjolele con un semplice microfono a contatto, che dà un suono abbastanza buono anche attraverso un cattivo preamplificatore. Non mi piacciono gli ukulele amplificati, preferisco il banjolele. In situazioni migliori uso un ukulele potente dotato di pickup AKG lavalier (non un piezo, un pickup vero e proprio), che ti permette di suonare amplificato mantenendo però un suono naturale, ed è più facile che usare un’asta con microfono davanti a te. A casa suono principalmente il mio paddlelele fatto da Joel Eckhaus, che ha un suono molto dolce e gradevole. Ogni volta che ho provato ad usarlo sul palco è stato un fallimento, bellissimo…;-)

Ad ogni modo ci sono molte forme di ukulele, legni, suoni, tuttavia un ukulele è pur sempre un ukulele quindi credo che noi (io e voi) dovremmo imparare ad usare quello che abbiamo, senza spendere tempo e denaro alla ricerca dell’ukulele per eccellenza, che non esiste.

8.       Which ukulele size do you suggest to beginners?/ Quale taglia di ukulele consigli a chi deve iniziare?

I would suggest soprano or concert, because they’re the archetypal ukes, they’re easy to handle, and they’ve got that typical boxy sound.

Suggerirei un soprano o un concert perché sono gli archetipi, risultano semplici da maneggiare e mantengono il suono caratteristico.



9.       What’s your favourite ukulele brand? Which brand would  you suggest  to beginners and for  musicians?/ Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca raccomanderesti a chi è alle prime armi e quale a coloro che vogliono uno strumento valido per suonare seriamente, facendo serate dal vivo?

I would probably say Bruko, for many reasons and most of them are not related to music… I started with a Bruko and I’m still using it, those sopranos are well made, very playable, they’re not very loud but with good strings they can be sweet and they represent for me the “Genuine European Ukulele”. They used to be pretty cheap but since a few years the prices increased a bit too much to my taste,  but they’re still very affordable. In 1992 I paid around 45€ for my Bruko 4. Now the cheapest is around 130€ !

Obviously if you’re a beginner and don’t want to spend much money on a uke there’s the Asian made ones, which are better and better, but actually not so cheap especially if you compare them to the other instruments made in the same area. Ohana is probably one of the best, their sopranos between 100 and 150€ are very good, especially the SK38, a Martin copy issued recently.

Probabilmente direi i Bruko per molte ragioni, di cui la maggior parte di queste non relazionata alla musica… Ho iniziato con un Bruko e ancora oggi li uso, i soprano sono ben fatti, suonabili, non molto potenti ma migliorabili con buone corde e rappresentano per me i “Genuini Ukulele Europei”. Di solito sono abbastanza economici, tuttavia da un po’ di anni a questa parte i prezzi sono aumentati un po’ troppo per i miei gusti, ma sono ancora abbordabili. Nel 1992 spesi circa 45€ per il mio Bruko4, adesso il più economico costa sui 130€!

Ovviamente se sei un principiante e non vuoi spendere molti soldi su un ukulele ci sono quelli fatti in Asia che sono lo stesso validi, ma non così economici specialmente se confrontati con altri strumenti fatti nella stessa zona. Ohana è una delle marche migliori, i suoi soprano tra i 100 e i 150€ sono molto validi specialmente l’SK38, una copia dei Martin uscita ultimamente.

10.   Which parts of the ukulele are important (strings, wood, bridge…)  to increase the quality ? How do we understand if our ukulele is a good ukulele?/ Quali sono i parametri (tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc…) che l’ukulele deve avere per essere considerato buono? A quali caratteristiche guardi tu maggiormente?

The most important part is the player ! I think the only important thing to consider is the intonation: if your instrument is not correctly set up, especially at the nut and at the bridge it will sound bad and be very difficult to play nicely. Good strings and proper set up are the only important things, the rest is the sound of the box by itself, you have to live with… ;-) Even an ugly 40€ yellow piece of crap can play nice if it’s correctly set up and if you’ve changed the bad strings it’s sold with. Obviously it won’t sound like a vintage Martin 3K, but still you can play it and love the sound.

La parte più importante è il manico (ovvero colui che lo suona)! Penso che la cosa fondamentale da considerare sia l’intonazione: se uno strumento non è correttamente costruito, soprattutto per quanto riguarda le meccaniche e il ponte, avrà un pessimo suono e sarà difficile suonarlo. Buone corde e corretta intonazione sono le qualità primarie da considerare, un’altra è il suono del corpo dell’ukulele, della cassa, ci dovrai convivere…;-) Anche una schifezza da 40€ può suonare bene se sarà intonato correttamente e  verranno sostituite le pessime corde in dotazione.

Ovviamente non sarà mai un Martin 3K, ma potrai sempre suonarlo e amarlo.

11.    Ukulele became so popular in Italy and all over the world recently: what do you think about this and  what are the reasons of these growing?/ Abbiamo assistito, in questi ultimi anni, ad una diffusione crescente dell’ukulele in Italia e nel mondo: secondo te, a che cosa si deve questo boom?

It seems that’s there’s a new kind social behavior growing, which has more to do with people looking for meetings, having fun, do something creative together than with strictly playing music, or in this case, music and the ukulele are the vehicules for social gatherings, which is great. And obviously the ukulele is the ideal tool for this kind of behavior: it’s small, cheap, almost easy to play, you can sing with, noisy enough but not too much, it is a very democratic “new culture”, very far away (for the moment) from the show business and it’s very pyramidal structure: a very few distant stars reigning over an incredible mass of  ignorant fans… In a ukulele festival there’s no barriers between people, the “stars” are reachable and the “fans” are able to play, sometimes better than the ones on the big stages. There’s actually no stars and no fans, just human beings having fun. This must continue!

Sembra che stia nascendo una nuova tipologia di comportamento sociale, che coinvolge persone interessate a incontrarsi, divertirsi, fare qualcosa di creativo insieme che non è solamente suonare,  nel nostro caso musica e ukulele sono i veicoli per avvicinarci, ed è fantastico. Chiaramente l’ukulele è lo strumento ideale che sposa questa nuova tendenza: è piccolo, economico, abbastanza semplice da suonare, ci puoi cantare, sufficientemente potente ma non rumoroso… E’una nuova cultura molto democratica, ben lontana (per il momento) dallo show business e dalla sua struttura piramidale, formata un numero ristretto di grandi artisti regna distante dall’innumerevole massa di fan ignoranti… In un festival di ukulele non ci sono barriere, le “star” sono raggiungibili e i “fan” sanno suonare a volte meglio di coloro che calcano i grandi palchi. In pratica non esistono star e fan, solo persone che vogliono divertirsi. Questo deve continuare!

12.   Do you have any suggestions for ukulele beginners?/ Che consiglio ti senti di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque è alle prime armi?

Practice, sing, practice, meet people, practice. And practice. And don’t spend all your spare time looking for a new marvel. You’re the marvel!

Esercitarsi, cantare, esercitarsi, incontrare gente, esercitarsi. Ed esercitarsi. E non impegnare tutto il tempo libero a cercare un nuovo miracolo: tu sei il miracolo!

13.   We’re at the end of this interview… Thanks for your patience and kindness!  Would you like to say something to our ukulele fans?/ Siamo arrivati alla fine dell’intervista, ti ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Vuoi chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?

I had the occasion to meet the Italian uke players several times, and I have some great memories, especially from the last festival in Caldogno, wonderful organisers full of energy and ideas, great people from everywhere in Italy, very interesting players, I had a great fun. I’m sure the 2012 edition will be great too, but I won’t be there because I’ll be playing in a French festival the same week end. Next time I’ll be back!

Ho avuto più volte l’occasione di incontrare gli ukulelisti italiani e ne conservo un buon ricordo, specialmente dell’ultimo festival di Caldogno, organizzato magistralmente e pieno di energia e idee; persone fantastiche da tutta Italia, suonatori interessanti, mi sono divertito molto.
Sono sicuro che anche l’edizione 2012 sarà di altissimo livello, purtroppo non potrò parteciparvi perché suonerò in un festival francese lo stesso week end. Ci vediamo alla prossima!

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