domenica 26 febbraio 2012

Ukulele in Europa e George Formby

Ho cercato un po’ di storia dell’Ukulele in Europa e dopo non aver trovato nulla di rilevante ho pensato di chiedere ad un maestro italiano di Ukulele: Luca Tomassini in arte Jontom o, abbreviato, JT. Lui mi ha scritto ciò che segue: “il punto è che in realtà l'ukulele in Europa non ha storia. Si poggia su qualche attore come Formby che l'ha sdoganato ma di musicisti veri e propri ce ne sono talmente pochi che è difficile dare i connotati ad un movimento vero e proprio.”

Alla luce di questi fatti ho pensato di mettere qui di seguito la biografia di Formby così da farlo conoscere anche a chi non l’ha mai sentito nominare.

George Formby, OBE (26 maggio 1904 - 6 Marzo 1961), al secolo George Hoy Booth, era un attore comico britannico, ma anche un cantautore. Cantava in modo solare, canzoni comiche , accompagnandosi con il banjolele. Era una star del palcoscenico e dello schermo negli anni 1930 e 1940. Formby è nato al numero 3 di Westminster Street, a Wigan, nel Lancashire. Il primogenito di sette figli (quattro ragazze e tre ragazzi). Formby è nato cieco a causa di una ostruzione della retina. Ha riacquistato la vista nel corso di un violento attacco di tosse o per uno starnuto quando aveva pochi mesi, non si sa di preciso. Suo padre James Booth, è stato il primo ad usare il nome d'arte George Formby, adottato dalla città di Formby nel Lancashire  ed è stato uno dei grandi musicisti comici del suo tempo, secondo solo a suo figlio. Suo padre, non volendo far assistere George ai suoi spettacoli, trasferì la famiglia a Atherton Road a Hindley, e fu lì che il piccolo Formby ha iniziato a fare l’apprendista fantino quando aveva sette anni ed ha partecipato alla sua prima gara da professionista verso i dieci anni quando pesava 56 lb, cioè 25 kg. La famiglia si trasferisce a Stockton Heath, nel Cheshire in una proprietà in London Road. Fu da quel momento che il giovane Formby ha iniziato la sua carriera come animatore. Tre mesi dopo la morte del padre nel 1921, Formby abbandona la sua carriera come fantino e inizia la propria carriera di musicista con materiale di suo padre. Egli inizialmente si faceva chiamare George Hoy (il nome di suo nonno materno, che originariamente veniva da Newmarket nel  Suffolk). Nel 1924 sposò la ballerina Beryl Ingham, che ha gestito la sua carriera (e, si dice, la sua vita personale) fino alla sua morte nel 1960. All’inizio ha preso l’ukulele come un hobby, la prima volta che ha suonato sul palco con un ukulele lo ha fatto per una scommessa. Formby aveva conquistato il pubblico con il suo umorismo irriverente del Lancashire e il folk del nord dell'Inghilterra. Al cinema e sul palcoscenico ha generalmente adottato il carattere di un innocente, onesto, di buon cuore, ma soggetto ad incidenti. Ciò che lo ha reso famoso, però, era il suo stile musicale unico e spesso imitato. Cantava canzoni comiche, piene di doppi sensi, accompagnandosi proprio con il suo banjolele, per il quale ha messo a punto un accattivante e complicato stile musicale sincopato che è diventato il suo marchio di fabbrica. La sua più nota canzone, "Leaning on a Lamp Post" è stata scritta da Noel Gay. Ha registrato altre due canzoni di Noel Gay: "The Left-Hand Side of Egypt" e "Who Are You A Shoving Of?". Le oltre duecento le canzoni che ha suonato, molte delle quali sono state registrate, sono state scritte da Fred Cliff e Harry Gifford, sia in collaborazione che separatamente e Formby è stato incluso nei titoli di un certo numero di essi, tra cui "When I'm Cleaning Windows". Alcune delle sue canzoni sono state considerate troppo rudi per essere trasmesse. La sua canzone, "With my little stick of Blackpool Rock", è stata bandita dalla BBC a causa dei testi provocatori. Le sue canzoni sono piene di umorismo, come "Chinese Laundry Blues", dove Formby è in procinto di cantare "le mutandine delle signore" e all'improvviso si trasforma in "le giarrettiere delle signore”. Il suo atteggiamento innocente e nasale, l’acuto accento del Lancashire hanno neutralizzato la parte che provocava shock dei testi. George Formby aveva fatto dischi per grammofono già nel 1926, il suo primo disco di successo arrivò nel 1932 con la Jack Hylton Band, ed il suo primo film sonoro “Boots! Boots!” nel 1934 (Formby era apparso un’unica volta prima di allora, in un film muto nel 1915). Il film ha avuto successo e lui ha poi firmato un contratto per farne altri 11 con Associated Talking Pictures , guadagnandosi l'allora astronomica cifra di £ 100.000 (circa 4 milioni di dollari nel 2009, per fare un paragone) all'anno. Tra il 1934 e il 1945 è stato il comico numero uno nelle commedie del cinema britannico, e al culmine della sua popolarità (1939, quando era la stella numero uno dei film britannici di tutti i generi), il suo film “Let George Do It” è stato esportato in America. Anche se i suoi film hanno sempre fatto bene in Gran Bretagna e Canada, non hanno mai preso piede negli Stati Uniti. La Columbia Pictures lo ha assunto per una serie, con un bel contratto del valore di £ 500.000, ma ha deciso di non trasmettere i suoi film negli Stati Uniti. Formby è apparso nel 1937 al Royal Variety Performance e fece divertire, intrattenne, le truppe con l’Entertainments National Service Association (ENSA) in Europa e in Nord Africa durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha ricevuto un OBE nel 1946. Il suo film più popolare, ancora considerato probabilmente il suo migliore, è la commedia di spionaggio “Let George Do It”, in cui egli è membro (in cui suona l’ukulele) della Dinky Doo Concert Party, prende la nave sbagliata per errore nel corso di un blackout, e si trova per sbaglio in Norvegia (scambiando Bergen per Blackpool) come agente segreto perché scambiato per il vero agente segreto che doveva andare in Norvegia. In una sequenza del sogno colpisce Hitler sul naso e si rivolge a lui definendolo un "parolaio". Per molti anni Fred Knight era autista di Formby, lo porta agli studios e alle sale da concerto in tutto il paese. In quel periodo Formby aveva un’auto prestigiosa, una Lanchester. Formby subì il suo primo attacco di cuore nel 1952, durante lo svolgimento del suo musical di successo "Zip Goes a Million." Si ritirò dallo spettacolo, e limitò le sue performance ad occasionali apparizioni sul palco e in TV. Nel 1960 ha avuto successo nei jukebox con la melodia pop "Happy Go Lucky Me". La sua ultima apparizione televisiva, in onda nel dicembre del 1960, furono 35 minuti di assolo alla BBC nel The Friday Show. Beryl Formby, la moglie, è morta di leucemia il 24 dicembre 1960. Nella primavera del 1961 pensava di sposare Pat Howson, di 36 anni, maestra di scuola che aveva conosciuto dal 1930, ma ha subito un secondo attacco cardiaco ed è morto in ospedale il 6 marzo 1961. Il suo funerale si è svolto nella chiesa di San Carlo ad Aigburth, Liverpool. Si stima che circa 100.000 persone in lutto presero parte al funerale e seguirono la bara fino al cimitero di Warrington, dove fu sepolto nella tomba di famiglia Booth. Pat Howson was well provided for in Formby's will, but died in 1971 after a long legal battle with Formby's family, who contested the will. Pat Howson è stata inserita nel testamento di Formby, ma morì nel 1971 dopo una lunga battaglia legale con la famiglia Formby, che ha contestato le volontà di George.

Formby è diventato un marchio di fabbrica nel suonare l'ukulele, più precisamente il banjolele in uno stile sincopato, denominato 'stile Formby'.

4 commenti:

  1. Beh, veramente la storia dell'ukulele in Europa parte forse da formby ma diventa molto ricca, ci sono decine di formby society molto attive e decine di ukulele club sotrici in posti impensati, i più antichi credo siano Marsiglia, Göteborg, Oslo. Chi conosce veramente questo argomento ma si schernisce e non ne parla molto e' ukulelezaza, la cui mamma era tour manager di formby in Europa. Ogni nazione ha portato l'ukulele a sperimentare uno stile diverso, Francia, Germania, paesi bassi, hanno una cultura propria molto delineata. Credo che la Scandinavia sia entrata in una scia più tradizionale anglosassone, mentre Italia e Spagna sono rimasti fanalini di coda a causa della loro forte cultura musicale tradizionale e per quanto riguarda noi anche del fascismo che censurava la cultura americana negli anni boom dell'ukulele. L'ukulele in Europa e' passato di mano in mano fra clown, one man band, artisti di strada, ma in questo sottofondo e' stato comunque al abrado di un modo di pensare un po' hippy, un po' di protesta ma sempre sognatore, mai aggressivo, sempre con dolcezza.
    Nn sono certa che non ci siano nazioni in cui il boom dell'ukulele americano non ci sia stato, a giudicare dalla quantità di ukulele storici che ancora si trovano nei mercatini delle pulci di londra e Parigi. Mi fa pensare che davvero ci fosse un ukulele in ogni casa prima della guerra... Secondo me e' un argomento su cui c'è molto da scoprire. Come tutta la cultura degli anni 30, 40 e 50 e' stato spazzato via dagli anni 60, dal rock'n'roll , e dalla protesta più organizzata del '68. Ma sicuramente c'era.
    Per gli inglesi e' stato come per noi il mandolino, Domenico Modugno, la canzone napoletana. Ni non andiamo certo in giro cantando o sole mio, ma se siamo all'estero e ce lo chiedono dopo qualche bicchiere siamo capacissimi di cantarla, magari se ci mancano le parole attacchiamo con le centinaia di strofe del marzolin di fiori... Beh, un inglese di mezza età vi sa cantare tranquillamente windows cleaning giusto con qualche tentennamento in più kris petto al suo inno nazionale, vuol dire che l'impronta di formby e' stata molto profonda.

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  2. Grazie per queste informazioni! Io nei prossimi giorni metterò tutto quel che ho trovato sulla storia in generale dell'ukulele, purtroppo su internet non si trova molto ed è la mia fonte maggiore dove posso cercare e quindi metterò tutto quel che ho trovato, Europa e non, dopo averlo messo un pò tutto insieme in modo ordinato per quanto possibile.

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  3. La storia ll'ukulele e' fatta di persone, idee, movimenti, e' una storia popolare e il suo studio appartiene più alla sociologia che alla storia della musica o dei singoli artisti. Per questo e' così difficile trovarne su internet, bisognerebbe trovare chi fra gli anziani dei club storici ha voglia di raccontare, e non e' facile!! Come tutte le cose che appaiono scontate o poco rilevanti, come l'ave re in casa un ukulele del nonno o l'essercisi seduti sopra da piccoli, nessuno ne tiene un registro e a nessuno pare importante conservarne memoria. Ma io non credo che possa considerarsi una storia privata, singoli casi familiari, perché in alcune nazioni sono troppi! A presto !

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  4. Sì ma di fatto Formby resta uno dei pochi esponenti da cui in seguito sono nati club e gruppi. In questo non ci vedo una storia ma quasi una tradizione popolare, sicuramente molto nobile ma non equiparabile a zone geografiche che rispetto all'Europa hanno visto nascere più ukulelisti di spicco.

    Rifacendomi alla biografia qui sopra, Formby era essenzialmente un attore. Che poi si trattasse di un ottimo musicista è fuori discussione ma un movimento musicale, come del resto altri movimenti artistici, non penso possa trascendere dai grandi maestri e dai circoli che sin dal principio diffondono la cultura, in questo caso musicale, in milioni di modi differenti.

    In Europa avevamo soltanto lui.

    Aloha!

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