sabato 24 marzo 2012

Intervista a Cesare Cortassa

       1.       Come descriveresti il tuo background musicale?
 Prima di tutto credo sia giusto dire che sono un insegnante di scuola primaria e quindi ho un lavoro che esula dal campo musicale, anche se la musica è un po’ più di un hobby per me. Ho iniziato con una band di compagni di scuola alle superiori circa 25 anni fa e ho sempre continuato a cantare fino a quando non ho scoperto l’ukulele. Da quel momento quando canto posso accompagnarmi col dolce suono delle 4 corde hawaiiane ed è meraviglioso. Buona parte delle serate in cui suono nei locali o ai festival le passo con una formazione acustica di amici dal nome “Progetto Quote Latte” che si dedica alla musica cantautoriale francese tradotta in italiano e, per inciso, non ha alcuna connotazione politica ne interessi in tal senso.

2.       Qual è il tuo approccio globale alla musica in generale?

Ascolto quasi di tutto anche se prediligo la musica acustica o il rock, mentre l’elettronica non mi piace molto. Canto dalla mattina alla sera e, quando non canto o suonicchio l’ukulele, fischietto…quindi direi che la musica occupa gran parte della mia vita “vigile”… e anche quando dormo…. ultimamente sogno un martin style 3… quindi la musica “occupa” anche le ore notturne.

3.       Da quanti anni suoni l’ukulele?

 Circa 4 anni.

4.       Come hai conosciuto l’ukulele? Chi o cosa ti ha spinto ad iniziare a suonarlo?

L’ho visto nella vetrina di un negozio di musica di Torino una decina di anni fa e l’ho comprato perché era “carino”…poi è rimasto appeso in casa mia per un bel po’ fino a quando 4 anni fa non incontro per la rete la comunità di ukulelisti: ukulele Italia e il mitico Andrea Bigiarini…da lì è partito tutto.

5.       Quando hai acquistato il tuo primo ukulele, come hai iniziato a capire come si suona?  Dove ti sei orientato per imparare a suonarlo? Internet, libri, dvd… o altro?

Come dicevo prima, il primo, un senza nome di compensato l’ho preso una decina di anni fa….un concert come taglia, poi tramite internet ho scoperto le varie misure e come si accordava….le prime tavole di accordi e i tentativi da autodidatta…diciamo che ho imparato suonando molto….prendendo i canzonieri da “chitarrista da spiaggia” e rifacendoli con l’ukulele cercando di capire cosa veniva bene e cosa no. Solo ultimamente tramite il mercatino dell’ukulele di tanto in tanto prendo qualche libro o qualche dvd tematico. Quando posso vado ai raduni e frequento i workshop di chi è infinitamente più bravo di me sperando di imparare qualcosa….spesso ci riesco e torno a casa soddisfatto.

6.       Che genere di musica preferisci suonare con l’ukuele? Qual è la tua taglia preferita di ukulele (sopranino, soprano, concert, tenore, baritono, banjolele…)?

Mi piace la musica cantautoriale italiana e francese e poi tutti i grandi classici standard jazz e swing dagli anni 20 ai 50…per me “l’ukulele” è soprano, ma dipende da cosa suono….se per lo swing il soprano è d’obbligo, i cantautori che amo tipo DeAndrè e Brassens li suono col concert o col tenore.

7.       Tu che hai sicuramente provato diversi modelli di ukulele, potresti descrivermi la differenza secondo te?

Non è facile… io non sono un tecnico ma un umile autodidatta…. posso raccontare le mie sensazioni suonando certi modelli. Diciamo che certi virtuosismi con lo strumming trovo che vengano bene col soprano e che il suo suono, seppur con armonici limitati e un sustain non certo infinito, è per me l’apoteosi del suono dell’ukulele (ovviamente se il soprano che state suonando è un pezzo di liuteria artigianale fatto a mano e in pregiatissimo koa selezionato…. anche gli armonici e il sustain spaccano di brutto eh!! Forse sarebbe giusto dire che io non ho mai suonato ukulele di fascia “alta” tipo i Kanile’a o i Martin…. ma sempre  strumenti di fascia media). l Tenore secondo me ha un suono già più “chitarroso”, mentre il concert è un buon compromesso tra spazio sulla tastiera e suono “tradizionale”. l Sopranino…. io ne ho uno in mogano della kala, ma è più un vezzo che altro… uno strumento che suona benissimo e serve per stupire la gente con le sue minime dimensioni, ma non lo suono spesso.



8.       Quale taglia di ukulele consigli a chi deve iniziare?

Concert, una giusta via di mezzo per poi passare o al soprano o al tenore a seconda delle esigenze personali.

9.       Oltre alla taglia dell’ukulele, quale marca raccomanderesti a chi è alle prime armi e quale a coloro che vogliono uno strumento valido per suonare seriamente, facendo serate dal vivo?

Domanda da un milione di euro…  beh come si fa a rispondere… di sicuro bisogna capire cosa una persona è disposta a spendere… così di mio… io sono convinto che la Mahi Mahi ha degli ottimi prodotti sia per chi inizia che per chi vuole suonare su un palco senza enormi pretese (come me)…. certo se si vuole il top… le marche le ho dette… Kanile’a, Kamaka, Martin…

10.   Quali sono i parametri (tipo di legno, corde, tastiera, ponte, ecc…) che l’ukulele deve avere per essere considerato buono? A quali caratteristiche guardi tu maggiormente?

Sicuramente si guarda il tipo di legno e la lavorazione artigianale o in serie. Io amo il suono del mogano e ultimamente, non avendo molti soldi (e chi ne ha?) da spendere per nuovi ukulele mi sto dedicando alle prove di varie mute di corde per sentire le differenze e farmi un’idea (Aquila, Worth, D’Addario, Martin, ecc…).

11.   Abbiamo assistito, in questi ultimi anni, ad una diffusione crescente dell’ukulele in Italia e nel mondo: secondo te, a che cosa si deve questo boom?

Dipende dal fatto che il mondo sta aprendo gli occhi e finalmente la gente si accorge di quanto meravigliosamente potente sia questo strumento, in grado di esprimere eccezionali talenti tecnici e virtuosi e nel contempo coinvolgere miriadi di semplici amatori.

12.   Che consiglio ti senti di dare a chi vuole incominciare a suonare l’ukulele, o comunque è alle prime armi?

Non ho abbastanza conoscenze per dare consigli tecnici, quindi quello che potrei dire è…. suonate tutte le volte che la cosa vi da gioia o da gioia a qualcuno che vi sta vicino, perché (se escludiamo il sesso) l’ukulele è il miglior “antidepressivo omeopatico” che il mondo possa offrire!

13.  Siamo arrivati alla fine dell’intervista, ti ringrazio per la pazienza, la gentilezza e la disponibilità. Vuoi chiudere dicendo qualcosa agli appassionati che leggeranno questa intervista?

Due cose: la prima è che se vi va di dare un’occhio alle cose che faccio potete trovarle sul mio canale youtube http://www.youtube.com/user/polletto?feature=mhee  oppure sulla pagina della mia formazione acustica http://quotelatte.weebly.com/
La seconda è che tutti dovrebbero avere un ukulele, perciò…. dateci  dentro ragazzi…. e ogni occasione utile tipo Natale, compleanni, san Valentino, Epifania, Bar mitzvah, il primo pensiero a che regalo fare sia: UN UKULELE!!!

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